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Eredità

L’eredità in Italia è regolata da norme precise che stabiliscono chi subentra nei beni e nei diritti di una persona deceduta.

Quando si apre una successione, le questioni legali possono diventare complesse, specialmente in presenza di più eredi o di beni di valore significativo. In questi casi, affidarsi a un avvocato per l’eredità diventa fondamentale per tutelare i propri diritti e prevenire conflitti.

L’avvocato Stefania Inglese, attiva a Roma e con una solida esperienza nel diritto di famiglia e successorio, assiste i clienti in ogni fase, dalla pianificazione ereditaria alla gestione di contenziosi. Il suo studio legale per eredità segue sia situazioni semplici sia casi complessi, fornendo consulenze mirate su divisioni ereditarie, testamenti, rinunce o accettazioni con beneficio di inventario.

Inoltre, un professionista specializzato può rappresentare il cliente davanti al tribunale, offrendo una difesa efficace in caso di cause tra eredi o controversie sulla validità di un testamento. Comprendere i propri diritti, le quote spettanti e le procedure corrette è essenziale per affrontare la successione in modo sereno.

Problematiche e contenziosi ereditari più comuni

Tra le questioni più frequenti seguite dallo studio dell’avvocato Stefania Inglese vi sono:

  • Disaccordi tra eredi sulla divisione dei beni.
  • Contestazioni di testamenti o donazioni.
  • Successioni con beni all’estero e problematiche di eredità in Italia con profili internazionali.
  • Gestione di crediti e debiti ereditari.

In tutte queste situazioni, il supporto di un avvocato specializzato a Roma è decisivo per proteggere gli interessi patrimoniali e familiari.

Servizi offerti legati all’eredità dall’avvocato Stefania Inglese

Lo studio legale per l’eredità a Roma offre una gamma di servizi pensati per rispondere a tutte le esigenze in materia successoria:

  • Consulenza preventiva per pianificare la successione, ridurre il rischio di contenziosi e rispettare la normativa vigente.
  • Assistenza nelle pratiche di successione legittima o testamentaria, con analisi delle quote spettanti a ciascun erede.
  • Difesa in giudizio in caso sia necessario fare causa per eredità o vi siano contestazioni sulla validità di un testamento.
  • Supporto nella divisione dei beni, gestione di immobili ereditati e valutazione di eventuali debiti del defunto.

Ogni intervento viene svolto con un approccio chiaro e trasparente, affinché il cliente possa prendere decisioni consapevoli e informate.

Quando rivolgersi ad un avvocato per questioni di eredità

    Non sempre le successioni procedono senza ostacoli. È consigliabile rivolgersi a un avvocato per l’eredità quando:

    • Ci sono eredità in Italia con beni complessi da dividere o valutare.
    • Gli eredi non trovano un accordo sulla ripartizione.
    • Si sospetta l’esistenza di un testamento falso o alterato.
    • È necessario fare causa per eredità per far valere i propri diritti.

    Agire tempestivamente con l’assistenza di un professionista riduce i rischi e permette di affrontare le pratiche nel rispetto dei tempi di legge.

    Consulenza legale per l’eredità a Roma con l’avvocato Stefania Inglese

    Affrontare una successione senza assistenza può esporre a errori costosi e a lunghe controversie. Lo studio legale per eredità dell’avvocato Stefania Inglese a Roma garantisce un approccio personalizzato e un’attenta valutazione di ogni caso.

    Dal primo incontro fino alla chiusura delle pratiche, ogni passaggio viene gestito con professionalità e attenzione ai dettagli, affinché il cliente possa affrontare con serenità anche le situazioni ereditarie più delicate.

    Attestati e Approfondimenti pratici

    Qui trovi il dettaglio dei titoli professionali, da Cassazionista a Curatore del Minore, accompagnati da approfondimenti pratici che spiegano passo passo le strategie adottate in procedimenti reali. Ogni approfondimento unisce rigore giuridico e semplicità espositiva per aiutarti a comprendere al meglio il tuo percorso legale.


    Divorzio giudiziale con aumento dell’assegno di mantenimento per le figlie minori a carico del padre
    Sentenza n. 11929/2025 in RG 48886/2022 Tribunale di Roma prima sezione civile

    Nel caso in esame la moglie chiedeva pronunciarsi il divorzio, fermo restando l’affidamento condiviso, ma chiedendo un aumento dell’assegno per le figlie a carico del padre, poichè le condizioni lavorative della moglie erano peggiorate, a differenza di quelle del marito che poteva contare oltre che su una florida attività anche su un patrimonio immobiliare.

    Il Tribunale ha accolto le istanze della ricorrente, stabilendo un nuovo assegno più alto, che possa coprire le esigenze delle figlie in crescita.

    Come evidenzia l’Avv. Stefania Inglese, quando si prova che le condizioni economiche delle parti sono mutate, o che le esigenze dei figli si sono modificate, Il Tribunale provvede a tutte le modifiche necessarie per garantire il benessere dei figli minori.

    Maltrattamenti in famiglia e affidamento dei minori
    Sentenza del Tribunale Penale di Roma, Sezione I – 30/11/2022, n. 14734/2022

    In materia di diritto di famiglia e tutela dei minori, non di rado i procedimenti penali per maltrattamenti in famiglia incidono anche sulla valutazione dell’affidamento. Nel caso esaminato, l’imputato era accusato di maltrattamenti commessi in presenza della figlia minore ed era stato sottoposto a misura cautelare di divieto di avvicinamento alla persona offesa.

    Durante il processo, però, l’istruttoria dibattimentale ha messo in luce come le dichiarazioni della parte civile fossero tra loro incongruenti e non supportate da elementi oggettivi. Per questo motivo, il Tribunale ha assolto l’imputato con formula piena, dichiarando che il fatto non sussiste.

    Come sottolinea l’Avv. Stefania Inglese, questi casi mostrano quanto sia delicato il bilanciamento tra la necessità di tutelare i minori e l’esigenza di accertare i fatti in maniera rigorosa. L’assoluzione con formula piena ha dimostrato quindi non solo l’assoluta infondatezza delle accuse di maltrattamenti ma anche la piena idoneità del padre che ha potuto riprendere la frequentazione con la figlia.

    Affidamento esclusivo con padre assente e tossicodipendente
    Decreto del Tribunale civile di Roma I sezione, del 03 settembre 2020 n°20972/2019

    Quando uno dei genitori è completamente assente dalla vita del figlio e non partecipa alle decisioni fondamentali, il giudice può disporre l’affidamento esclusivo all’altro genitore.

    In questo caso, la madre di un minore nato fuori dal matrimonio lamentava che il padre, tossicodipendente, si disinteressava totalmente del figlio: non lo frequentava, non partecipava alle spese e non prendeva parte alle scelte importanti legate alla scuola, alla salute e perfino al rinnovo dei documenti.

    Alla luce di questa situazione, il Tribunale ha ritenuto l’affidamento condiviso pregiudizievole per il minore e ha disposto l’affidamento esclusivo alla madre, così da garantire al figlio stabilità e continuità nelle decisioni quotidiane e nelle cure essenziali.

    Come spiega l’Avv. Stefania Inglese, l’affidamento esclusivo non è la regola ma un rimedio necessario quando il comportamento di un genitore, come in questo caso l’assenza e la tossicodipendenza, rende impossibile un esercizio condiviso della responsabilità genitoriale.

    Affidamento esclusivo alla madre in caso di padre assente
    Sentenza Tribunale di Tivoli – Sezione Famiglia, n. RG 728/2020

    La regola generale in materia di affidamento è quella della condivisione della responsabilità genitoriale, perché garantisce la presenza di entrambi i genitori nella vita del figlio. Tuttavia, quando uno dei due genitori assume comportamenti che possono risultare dannosi per il minore, il giudice può disporre l’affidamento esclusivo all’altro genitore.

    In questo caso, il Tribunale di Tivoli ha stabilito l’affidamento esclusivo alla madre perché il padre:

    • aveva rapporti molto sporadici con la figlia;
    • non contribuiva al mantenimento;
    • mostrava scarso interesse verso la paternità;
    • aveva assunto condotte tali da compromettere il sano sviluppo psicologico della minore.

    Come sottolinea l’Avv. Stefania Inglese, l’affidamento esclusivo non è una misura ordinaria, ma viene adottato solo quando l’affidamento condiviso risulta pregiudizievole per il figlio. In ogni decisione, il criterio guida resta sempre e soltanto la tutela dell’interesse del minore.

    Affidamento congiunto e collocazione della minore presso il padre
    Decreto in data 29/07/2019 decreto del Tribunale civile di Roma sezione famiglia n° 2372/2019

    In tema di affidamento dei figli, la regola è la condivisione della responsabilità genitoriale. Tuttavia, il giudice deve anche stabilire con quale genitore il minore vivrà prevalentemente, individuando il cosiddetto genitore collocatario.

    In questo caso, il padre ha chiesto al Tribunale che la figlia minore, nata fuori dal matrimonio, fosse collocata presso di lui. La minore è stata ascoltata con l’assistenza di una psicologa, come previsto dalla legge. Nonostante l’opposizione della madre, il Tribunale ha disposto la collocazione della figlia presso il padre, con trasferimento nel suo comune di residenza, ritenendo che fosse il genitore più idoneo a garantire una crescita serena e una cura adeguata.

    Come evidenzia l’Avv. Stefania Inglese, la scelta del collocatario non è automatica né basata sul genere del genitore, ma dipende esclusivamente dall’interesse concreto del minore. Il giudice valuta la capacità di ciascun genitore di garantire stabilità, attenzione e benessere psicologico.

    Passaporto dei figli minori e autorizzazione del Giudice tutelare
    Decreto in in data 29/11/2022 Giudice Tutelare di Roma n° 19517/2022 VG

    Quando entrambi i genitori hanno l’affidamento condiviso dei figli minori, per il rilascio o il rinnovo del passaporto è necessaria la firma di entrambi. Se uno dei due rifiuta senza un motivo valido, l’altro genitore può rivolgersi al Giudice tutelare per ottenere l’autorizzazione.

    In questo caso, il padre si era opposto al rinnovo del passaporto delle figlie minori. La madre, però, doveva partire per un viaggio di 15 giorni in Brasile per permettere alle bambine di salutare la nonna gravemente malata. Non avendo ottenuto la firma del padre, ha presentato istanza al Giudice tutelare, che nel giro di pochi giorni ha autorizzato il rilascio dei passaporti, superando così il blocco posto dall’altro genitore. Nel frattempo, tra i due coniugi era già in corso la procedura di divorzio.

    Come spiega l’Avv. Stefania Inglese, in casi come questo il giudice valuta esclusivamente l’interesse concreto dei minori, che prevale su eventuali conflitti tra i genitori. L’autorizzazione del Giudice tutelare serve proprio a garantire che i figli non subiscano conseguenze negative da un rifiuto ingiustificato.

    Affidamento super esclusivo al padre in caso di sottrazione internazionale di minori
    Decreto n. RG 844/2019 – Tribunale di Roma, Prima Sezione Civile in data 05/06/2019

    La sottrazione internazionale di minori è una situazione particolarmente grave che si verifica quando un genitore porta i figli all’estero senza il consenso dell’altro e senza autorizzazione del giudice. In questi casi la legge italiana e le convenzioni internazionali prevedono strumenti di tutela immediata per garantire il rientro dei minori.

    In questo caso, la madre aveva lasciato improvvisamente l’Italia portando con sé i figli in Romania, senza avvisare né ottenere il consenso del padre. Quest’ultimo si è rivolto al Tribunale che ha disposto l’affidamento super esclusivo in suo favore, ordinando il rientro immediato dei minori in Italia.

    La sentenza è stata munita di certificato europeo, che ne ha permesso l’esecuzione diretta all’estero. La madre è stata quindi costretta a riportare i bambini in Italia. Contestualmente, è stata allertata l’Autorità centrale ministeriale competente per i casi di sottrazione internazionale e presentata denuncia penale.

    Come spiega l’Avv. Stefania Inglese, il provvedimento di affidamento super esclusivo rappresenta una misura eccezionale, adottata solo quando uno dei genitori mette in atto condotte gravemente lesive dei diritti dei figli e dell’altro genitore. In queste situazioni il giudice interviene con urgenza per tutelare i minori, garantendo il loro rientro e la stabilità familiare.

    Affidamento super esclusivo alla madre in caso di padre assente
    Sentenza n. 336/2025 in RG 2429/2024 del 19/05/2025 Tribunale di Viterbo sezione famiglia

    Sebbene l’affido condiviso sia la modalità di affido da prediligere poiché assicura il diritto alla bigenitorialità, quando non vi sono le condizioni per concederlo, poiché uno dei due genitori si dimostra

    Inidoneo, il Tribunale può optare per l’affido esclusivo o super esclusivo. In questo caso il Tribunale di Viterbo ha accolto le richieste della ricorrente concedendo l’affido super esclusivo alla madre in quanto il padre:

    • Non si interessava della figlia;
    • Non esercitava il diritto di visita;
    • Non provvedeva al mantenimento.

    Come sottolinea l’Avv. Stefania Inglese, quando è evidente che vi siano carenze da parte di uno dei due genitori, il Tribunale regola l’affido in funzione del superiore interesse del minore.

    Provvedimento urgente per il rimpatrio di una minore rapita all’estero
    Decreto n. 13355/2025 in RG 43108/2025 del 07/10/2025 Tribunale di Roma sezione famiglia

    Un recente caso ha riguardato una minore italiana sottratta in Egitto dal padre durante un periodo di vacanza con la madre nel paese d’origine della famiglia. In situazioni così gravi, la legge prevede la possibilità di chiedere al giudice provvedimenti indifferibili, ossia misure urgenti che possono essere emesse prima dell’inizio della causa vera e propria.

    Grazie alle novità introdotte dalla riforma Cartabia, il giudice può infatti intervenire immediatamente, anche basandosi sulle dichiarazioni e sulla documentazione presentata dall’avvocato, quando l’urgenza richiede un’azione tempestiva per la tutela del minore.

    In questo caso, il ricorso è stato depositato il 28 settembre 2025, il provvedimento emesso il 2 ottobre 2025 notificato il 7 ottobre 2025: tempi eccezionalmente rapidi, resi possibili proprio dalla procedura d’urgenza prevista per gli eventi di particolare gravità.

    Come evidenzia l’Avv. Stefania Inglese, questo strumento consente di intervenire con tempestività nei casi di sottrazione o rapimento internazionale di minori, garantendo una risposta immediata e concreta alla tutela dei bambini coinvolti.

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      Dal lunedì al venerdì
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      Principali domande e risposte per quanto riguarda il servizio di avvocato per Eredità

      Quanto costa un avvocato per una causa di eredità?

      Il costo di un avvocato per una causa di eredità in Italia varia in base alla complessità del caso, al valore dell’eredità e alla durata del procedimento. Generalmente include onorari, spese vive e contributi di legge. È consigliabile richiedere un preventivo personalizzato per valutare con chiarezza tempi e costi.

      A quale avvocato rivolgersi per eredità?

      Per questioni ereditarie è opportuno rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto successorio. Questo professionista conosce le norme sulla successione e può assistere sia nella gestione consensuale dell’eredità che in caso di contenzioso tra eredi, garantendo tutela legale e strategie mirate.

      A quale professionista rivolgersi per la successione?

      Per una successione, ci si può rivolgere a un avvocato esperto in eredità o a un notaio. L’avvocato assiste nella difesa dei diritti e nella risoluzione di conflitti tra eredi, mentre il notaio redige e registra gli atti necessari. Spesso entrambi collaborano per una gestione completa.

      Come si chiama l’avvocato che si occupa di successione?

      L’avvocato che si occupa di successione è comunemente definito avvocato specializzato in diritto successorio o avvocato per l’eredità. Ha competenze specifiche in materia di successione legittima e testamentaria, divisione dei beni, tutela dei legittimari e risoluzione di contenziosi ereditari.