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Divorzio breve a Roma

Il divorzio breve rappresenta oggi una soluzione concreta e più rapida rispetto al passato per le coppie che desiderano porre fine al matrimonio in tempi più rapidi. Con l’evoluzione del diritto di famiglia, la normativa italiana ha introdotto procedure semplificate che permettono di ridurre i tempi della separazione legale e del successivo divorzio, garantendo allo stesso tempo la tutela dei diritti di ciascun coniuge e dei figli.

Affrontare un divorzio può essere un momento delicato, sia dal punto di vista emotivo che pratico. Per questo motivo, avere al proprio fianco un avvocato esperto come Stefania Inglese, con 20 anni di esperienza nel diritto di famiglia a Roma, può fare la differenza. La conoscenza approfondita della legge e delle procedure consente di guidare il cliente passo dopo passo, chiarendo dubbi, evitando errori e riducendo al minimo conflitti inutili.

Il divorzio breve non significa solo velocità, ma anche sicurezza e chiarezza: capire quali sono i requisiti, come funziona la procedura, quali documenti servono e come tutelare gli interessi dei figli sono passaggi fondamentali per affrontare la separazione in modo consapevole. In questo contesto, è essenziale conoscere le possibilità offerte dalla legge, le differenze tra divorzio breve con figli e senza figli, e le implicazioni quando uno dei coniugi risiede o ha cittadinanza estera.

Ora esploreremo tutti gli aspetti principali del divorzio breve, dai vantaggi alla procedura, dai costi ai requisiti, includendo informazioni pratiche per chi vuole ottenere un divorzio veloce senza sorprese. L’obiettivo è aiutare chi legge a orientarsi tra le opzioni disponibili e a comprendere come l’assistenza legale possa rendere questo percorso più sereno e sicuro.

Cos’è il divorzio breve

Il divorzio breve è una forma semplificata di scioglimento del matrimonio che consente di abbreviare i tempi rispetto al divorzio tradizionale. Introdotto in Italia nel 2015, il divorzio breve ha ridotto i termini della separazione giudiziale, permettendo alle coppie di accedere al divorzio dopo sei mesi di separazione consensuale o dodici mesi di separazione giudiziale, invece dei tradizionali tre anni previsti in passato.

Questa procedura si applica sia alle coppie con figli sia a quelle senza figli, ma presenta alcune differenze pratiche: nel caso di figli minori, il giudice valuta anche gli accordi relativi all’affidamento, alla casa familiare e al mantenimento. Il divorzio breve senza figli, invece, è più lineare, richiedendo principalmente il consenso dei coniugi e la presentazione di pochi documenti essenziali.

Un altro aspetto rilevante riguarda la possibilità di ottenere un divorzio in breve tempo anche in presenza di residenza o cittadinanza estera. Alcuni paesi prevedono procedure equivalenti, che possono essere riconosciute in Italia secondo specifiche norme di validità internazionale. In questo contesto, la consulenza di un avvocato specializzato diventa fondamentale per evitare problemi di riconoscimento legale e garantire che il divorzio sia valido anche in Italia.

In sintesi, il divorzio breve è concepito per semplificare la conclusione del matrimonio, ridurre stress e tempi di attesa, e garantire chiarezza e sicurezza legale per tutti i soggetti coinvolti, rendendo il percorso più gestibile anche nelle situazioni emotivamente complesse.

Vantaggi del divorzio breve

I principali vantaggi del divorzio breve riguardano sia la riduzione dei tempi sia la semplificazione delle procedure legali. Ridurre i tempi significa limitare lo stress emotivo, evitare lunghe attese davanti al giudice e minimizzare il rischio di conflitti tra i coniugi.

Un altro vantaggio importante è la chiarezza economica. Con la procedura semplificata, le questioni relative al mantenimento, alla divisione dei beni e agli eventuali assegni vengono affrontate in modo rapido, evitando incertezze prolungate che possono incidere sul bilancio familiare.

Inoltre, il divorzio breve permette di tutelare in modo più efficace i figli. Con l’assistenza di un professionista, è possibile definire accordi di affidamento e gestione dei tempi di visita in modo equilibrato, senza ritardi o contenziosi inutili.

Infine, il divorzio breve offre un vantaggio psicologico: ridurre l’incertezza e avere un percorso chiaro da seguire contribuisce a gestire meglio il cambiamento e a proteggere il benessere dei membri della famiglia.

Requisiti per ottenere il divorzio breve

Per accedere al divorzio breve, è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali. Innanzitutto, occorre che la separazione sia giudiziale o consensuale e che siano trascorsi i termini previsti dalla legge: sei mesi per la separazione consensuale, dodici mesi per quella giudiziale.

Un altro requisito riguarda il consenso dei coniugi: il divorzio breve funziona al meglio quando entrambi gli sposi sono d’accordo sulle condizioni economiche e sull’affidamento dei figli, se presenti. In caso contrario, la procedura può diventare più complessa e richiedere interventi giudiziali aggiuntivi.

Per chi ha figli, il giudice verifica che gli accordi tutelino il loro interesse e che siano rispettate le normative sul mantenimento, sull’affidamento condiviso e sul diritto di visita. Anche la residenza dei coniugi può influire sulla procedura, soprattutto per coppie con cittadinanza o residenza estera.

Infine, è fondamentale avere a disposizione tutta la documentazione necessaria, come certificati di matrimonio, documenti fiscali e attestazioni relative ai beni comuni. La presenza di un avvocato esperto in divorzio breve a Roma, come l’avvocato Stefania Inglese, assicura che ogni requisito sia correttamente verificato, evitando ritardi o problemi legali.

Paesi in cui è possibile il divorzio breve

Il divorzio breve non è una prerogativa esclusiva dell’Italia. Alcuni paesi europei e extraeuropei hanno introdotto procedure equivalenti per abbreviare i tempi del divorzio, spesso con requisiti simili: consenso dei coniugi, tempi minimi di separazione e tutela dei figli.

Per chi vive o ha legami con l’estero, è importante conoscere quali normative possono essere riconosciute in Italia. Ad esempio, un divorzio ottenuto in determinati paesi europei può essere valido in Italia se vengono rispettate le condizioni stabilite dal diritto internazionale privato.

Un avvocato specializzato può aiutare a capire quali paesi offrono procedure compatibili, come ottenere la validazione del divorzio e quali documenti sono necessari. In questo modo, anche le coppie internazionali possono ottenere un divorzio veloce e sicuro, senza rischi di contestazioni legali future.

Procedura per il divorzio breve

La procedura per il divorzio breve può variare a seconda della presenza di figli e della complessità delle questioni patrimoniali. In generale, prevede:

  1. Presentazione della domanda di divorzio al tribunale competente.
  2. Verifica dei requisiti legali e della documentazione.
  3. Eventuale negoziazione degli accordi economici e sull’affidamento dei figli.
  4. Omologazione del divorzio da parte del giudice.

L’assistenza di un avvocato esperto, come l’avvocato Stefania Inglese, consente di gestire ogni passaggio con precisione, riducendo il rischio di errori e ritardi.

Divorzio breve con figli

Quando sono presenti figli, il divorzio breve richiede particolare attenzione. Oltre a rispettare i tempi ridotti, occorre definire in modo chiaro l’affidamento, il mantenimento e il diritto di visita.

Un avvocato esperto può aiutare a trovare soluzioni equilibrate, garantendo che i figli siano tutelati emotivamente e legalmente. Anche nei casi di coppie internazionali, è possibile gestire accordi riconosciuti in Italia, assicurando che il divorzio sia valido e rispettoso dei diritti dei minori.

Il divorzio breve con figli, se gestito correttamente, riduce conflitti e stress, proteggendo l’equilibrio familiare e consentendo ai genitori di affrontare la nuova fase della vita con maggiore serenità.

Costi del divorzio breve

I costi del divorzio breve possono variare in base alla complessità della pratica, alla presenza di figli e agli accordi economici da definire. In generale, i principali elementi di costo includono:

  • Onorari dell’avvocato, proporzionati alla complessità della procedura
  • Spese di tribunale e bolli legali
  • Eventuali costi di consulenze o mediazioni

Affidarsi a un professionista esperto a Roma, come l’avvocato Stefania Inglese, consente di ottimizzare tempi e spese, evitando costi aggiuntivi dovuti a errori o ritardi.

Consulenza legale per il divorzio breve a Roma con l’avvocato Stefania Inglese

L’avvocato Stefania Inglese, con 20 anni di esperienza nel diritto di famiglia, offre supporto completo a chi desidera intraprendere un divorzio breve a Roma. La consulenza legale include:

  • Analisi dei requisiti e della documentazione necessaria
  • Supporto nella definizione degli accordi economici e sull’affidamento dei figli
  • Consulenza su casi internazionali e validità del divorzio estero
  • Assistenza durante tutta la procedura giudiziale o consensuale

Affidarsi a un professionista esperto significa affrontare il divorzio in modo sereno, rapido e sicuro, riducendo stress e incertezze. Lo studio legale garantisce un approccio personalizzato, chiaro e orientato al risultato, valorizzando il benessere dei clienti e la tutela dei loro diritti.

Assegnazione della casa famigliare

Il mantenimento alla moglie

Il mantenimento diretto


Quando serve la separazione giudiziale

Quali sono le spese straordinare per i figli minori

Quanto aspettare per il divorzio dopo la separazione?


Come fare se il coniuge non vuole dare la separazione

Separazione consensuale o giudiziale: cosa scegliere

Intervista dell’avvocato Stefania Inglese a Parole e Società sui temi dell’affidamento e del collocamento dei minori

Intervista per il podcast in radio Avvocati Regione Lazio del 6/10/2026 dove abbiamo parlato delle differenze tra separazione consensuale e giudiziale e tra divorzio congiunto e giudiziale

Attestati e Approfondimenti pratici

Qui trovi il dettaglio dei titoli professionali, da Cassazionista a Curatore del Minore, accompagnati da approfondimenti pratici che spiegano passo passo le strategie adottate in procedimenti reali. Ogni approfondimento unisce rigore giuridico e semplicità espositiva per aiutarti a comprendere al meglio il tuo percorso legale.


Affidamento esclusivo al padre e autorizzazione al trasferimento della minore all’estero
Tribunale di Ragusa, Sezione Civile – Sentenza del 22/07/2026, n. 1117/2026, RG n. 2660/2025

Quando un genitore affidatario esclusivo intende trasferirsi all’estero con il figlio minore, è necessario che tale scelta sia valutata con particolare attenzione, soprattutto quando l’altro genitore si oppone. In questi casi, il Tribunale è chiamato a verificare se il trasferimento sia compatibile con il superiore interesse del minore e se siano garantiti anche i rapporti con l’altro genitore.

In questo caso, il padre era già affidatario esclusivo della figlia in forza di una sentenza emessa dallo Stato di Capo Verde. A seguito dell’opposizione della madre al trasferimento della minore in Thailandia, il padre ha dovuto avviare un ricorso davanti al Tribunale di Ragusa per ottenere la conferma dell’affidamento esclusivo e l’autorizzazione al trasferimento all’estero.

Prima dell’udienza, tuttavia, la madre ha deciso di prestare il proprio consenso al trasferimento e le parti sono riuscite a raggiungere un accordo.

Con la sentenza del 22 luglio 2026, il Tribunale di Ragusa ha confermato l’affidamento esclusivo della minore al padre, autorizzando il trasferimento in Thailandia. Il Tribunale ha inoltre recepito l’accordo raggiunto tra i genitori, disciplinando non solo l’affidamento e il trasferimento, ma anche le modalità di esercizio del diritto di visita della madre, sia in Thailandia sia in Italia.

Come osserva l’Avv. Stefania Inglese, anche quando un procedimento nasce come giudizio contenzioso, non è esclusa la possibilità di raggiungere un accordo nel corso della causa. In questi casi, il Tribunale ha comunque il compito di verificare che le condizioni concordate siano effettivamente conformi al superiore interesse del minore.

Questo caso mostra come, nelle controversie familiari che riguardano trasferimenti all’estero, il dialogo tra i genitori possa consentire di arrivare a soluzioni più equilibrate, purché siano garantiti la stabilità del minore, la continuità delle sue relazioni familiari e il rispetto dei diritti di entrambi i genitori.

Separazione con affidamento condiviso, collocazione prevalente presso la madre e assegnazione della casa familiare
Tribunale Civile di Roma, I Sezione – Sentenza del 22/06/2026, n. 10180/2026, RG n. 51280/2024

Quando due coniugi si separano e ci sono figli minori, il Tribunale è chiamato a stabilire non solo l’affidamento, ma anche la collocazione prevalente dei figli, l’assegnazione della casa familiare e il contributo economico dovuto per il loro mantenimento.

In questo caso, il Tribunale Civile di Roma ha disposto la separazione dei coniugi, prevedendo l’affidamento condiviso dei figli a entrambi i genitori e la loro collocazione prevalente presso la madre.

Proprio in ragione della collocazione prevalente dei figli presso la madre, la casa familiare è stata assegnata alla moglie, anche se l’immobile era di proprietà del marito. L’assegnazione della casa familiare, infatti, non dipende dalla proprietà dell’immobile, ma dall’esigenza di garantire ai figli continuità, stabilità e conservazione dell’ambiente domestico in cui vivono abitualmente.

Il padre eserciterà il diritto di visita secondo le modalità stabilite e sarà tenuto al versamento di un assegno di mantenimento in favore dei figli. La moglie, infatti, aveva ripreso a lavorare dopo la nascita della terza figlia, e dunque non ha diritto al mantenimento per sé, ma il padre è tenuto ovviamente a versare un contributo economico per le esigenze dei minori.

L’assegno unico è stato attribuito al 100% alla madre, poiché i figli risiedono prevalentemente con lei e, almeno in questa fase, il padre esercita il diritto di visita senza pernotto. Le spese straordinarie relative ai figli saranno invece divise al 50% tra entrambi i genitori.

Nel corso del giudizio, il marito si era opposto alle richieste della moglie, sostenendo da un lato di volersi occupare dei figli a tempo pieno e, dall’altro, di non poter lavorare stabilmente a causa di alcuni problemi di salute. Il Tribunale ha quindi valutato complessivamente la situazione familiare, le esigenze concrete dei minori e la capacità di ciascun genitore di garantire cura, presenza e stabilità.

Come osserva l’Avv. Stefania Inglese, nelle decisioni che riguardano i figli il criterio centrale resta sempre il superiore interesse dei minori. La collocazione prevalente viene individuata presso il genitore che, nel caso concreto, appare maggiormente in grado di assicurare continuità nelle cure quotidiane, attenzione e stabilità.

Questo caso mostra come, nelle separazioni con figli, le decisioni del Tribunale non siano automatiche, ma dipendano da una valutazione concreta della vita familiare, delle esigenze dei minori e dell’equilibrio tra responsabilità genitoriali ed economiche.

Separazione con affidamento condiviso e collocazione paritaria dei figli
Tribunale Civile di Venezia, II Sezione – Sentenza del 07/05/2026, n. 359/2026, RG n. 51/2026

Quando due coniugi decidono di separarsi, la presenza di figli minori rende necessario individuare un equilibrio che tuteli prima di tutto il loro benessere e il diritto alla continuità del rapporto con entrambi i genitori.

In questo caso, il Tribunale Civile di Venezia, accogliendo il ricorso congiunto delle parti, ha disposto la separazione dei coniugi e ha previsto l’affidamento condiviso dei figli, con collocazione paritaria presso entrambi i genitori.

I figli trascorreranno una settimana con un genitore e la settimana successiva con l’altro. Proprio in ragione di questa organizzazione equilibrata dei tempi di permanenza, non è stato previsto alcun assegno di mantenimento a carico del padre: ciascun genitore provvederà direttamente alle necessità dei figli durante i periodi in cui saranno con lui o con lei.

Il Tribunale ha inoltre stabilito che l’assegno unico venga diviso al 50% tra i genitori, così come le spese straordinarie relative ai figli.

La casa coniugale è stata assegnata al marito, trattandosi di un alloggio di servizio, mentre la moglie ha provveduto a trovare un’altra abitazione. Sono stati inoltre regolati anche alcuni aspetti economici collegati al patrimonio familiare: la moglie si è fatta carico del mutuo di un secondo appartamento, di cui il marito era nudo proprietario ed il padre della moglie usufruttuario, versando al marito un conguaglio per le rate di mutuo da lui corrisposte ed intestandosi la nuda proprietà dell’appartamento per liberare il marito. Il marito, invece, si è fatto carico di alcuni finanziamenti contratti nell’interesse della famiglia.

Come osserva l’Avv. Stefania Inglese, quando le parti riescono a mantenere un dialogo costruttivo, è possibile raggiungere accordi equilibrati, capaci di tutelare la bigenitorialità e il diritto dei figli a trascorrere tempo significativo con entrambi i genitori. Allo stesso tempo, un accordo ben costruito consente di disciplinare anche gli aspetti economici in modo proporzionato, evitando soluzioni sbilanciate o penalizzanti per una delle parti.

Questo caso mostra come, nelle separazioni consensuali, il confronto tra i coniugi e un corretto inquadramento giuridico possano portare a soluzioni concrete, sostenibili e orientate all’interesse dei figli.

Sentenza per il rimpatrio, l’affidamento ed il mantenimento di figlia minore.
Sentenza n. 2589/2026 in RG 43108/2025 pubbl. il 18/02/2026 Tribunale di Roma sezione famiglia

Nel caso in esame relativo alla sottrazione di una minore italo-egiziana all’estero da parte del padre, il Tribunale, che aveva già preso provvedimenti urgenti pochi giorni dopo il deposito del ricorso, non solo ha confermato l’affido esclusivo alla madre, ma ha altresì previsto per la minore, dopo il rientro in Italia, incontri con il padre solo alla presenza della madre o di persona di sua fiducia, escludendo il pernotto, proprio per evitare che il padre possa nuovamente sottrarla.

Il Tribunale ha altresì disposto un contributo al mantenimento da parte del padre dalla data della domanda (settembre 2025) oltre al pagamento del 50% delle spese straordinarie.

Tutto il procedimento si è sviluppato da fine settembre 2025 a febbraio 2026, pertanto in soli 5 mesi l’assistita ha ottenuto una sentenza favorevole su tutti i punti di cui al ricorso.

Come evidenzia l’Avv. Stefania Inglese i procedimenti in materia di famiglia che riguardano i minori ricevono la massima attenzione dai Tribunali al fine di garantire una tutela efficace e veloce.

Divorzio giudiziale con aumento dell’assegno di mantenimento per le figlie minori a carico del padre
Sentenza n. 11929/2025 in RG 48886/2022 Tribunale di Roma prima sezione civile

Nel caso in esame la moglie chiedeva pronunciarsi il divorzio, fermo restando l’affidamento condiviso, ma chiedendo un aumento dell’assegno per le figlie a carico del padre, poichè le condizioni lavorative della moglie erano peggiorate, a differenza di quelle del marito che poteva contare oltre che su una florida attività anche su un patrimonio immobiliare.

Il Tribunale ha accolto le istanze della ricorrente, stabilendo un nuovo assegno più alto, che possa coprire le esigenze delle figlie in crescita.

Come evidenzia l’Avv. Stefania Inglese, quando si prova che le condizioni economiche delle parti sono mutate, o che le esigenze dei figli si sono modificate, Il Tribunale provvede a tutte le modifiche necessarie per garantire il benessere dei figli minori.

Maltrattamenti in famiglia e affidamento dei minori
Sentenza del Tribunale Penale di Roma, Sezione I – 30/11/2022, n. 14734/2022

In materia di diritto di famiglia e tutela dei minori, non di rado i procedimenti penali per maltrattamenti in famiglia incidono anche sulla valutazione dell’affidamento. Nel caso esaminato, l’imputato era accusato di maltrattamenti commessi in presenza della figlia minore ed era stato sottoposto a misura cautelare di divieto di avvicinamento alla persona offesa.

Durante il processo, però, l’istruttoria dibattimentale ha messo in luce come le dichiarazioni della parte civile fossero tra loro incongruenti e non supportate da elementi oggettivi. Per questo motivo, il Tribunale ha assolto l’imputato con formula piena, dichiarando che il fatto non sussiste.

Come sottolinea l’Avv. Stefania Inglese, questi casi mostrano quanto sia delicato il bilanciamento tra la necessità di tutelare i minori e l’esigenza di accertare i fatti in maniera rigorosa. L’assoluzione con formula piena ha dimostrato quindi non solo l’assoluta infondatezza delle accuse di maltrattamenti ma anche la piena idoneità del padre che ha potuto riprendere la frequentazione con la figlia.

Affidamento esclusivo con padre assente e tossicodipendente
Decreto del Tribunale civile di Roma I sezione, del 03 settembre 2020 n°20972/2019

Quando uno dei genitori è completamente assente dalla vita del figlio e non partecipa alle decisioni fondamentali, il giudice può disporre l’affidamento esclusivo all’altro genitore.

In questo caso, la madre di un minore nato fuori dal matrimonio lamentava che il padre, tossicodipendente, si disinteressava totalmente del figlio: non lo frequentava, non partecipava alle spese e non prendeva parte alle scelte importanti legate alla scuola, alla salute e perfino al rinnovo dei documenti.

Alla luce di questa situazione, il Tribunale ha ritenuto l’affidamento condiviso pregiudizievole per il minore e ha disposto l’affidamento esclusivo alla madre, così da garantire al figlio stabilità e continuità nelle decisioni quotidiane e nelle cure essenziali.

Come spiega l’Avv. Stefania Inglese, l’affidamento esclusivo non è la regola ma un rimedio necessario quando il comportamento di un genitore, come in questo caso l’assenza e la tossicodipendenza, rende impossibile un esercizio condiviso della responsabilità genitoriale.

Affidamento esclusivo alla madre in caso di padre assente
Sentenza Tribunale di Tivoli – Sezione Famiglia, n. RG 728/2020

La regola generale in materia di affidamento è quella della condivisione della responsabilità genitoriale, perché garantisce la presenza di entrambi i genitori nella vita del figlio. Tuttavia, quando uno dei due genitori assume comportamenti che possono risultare dannosi per il minore, il giudice può disporre l’affidamento esclusivo all’altro genitore.

In questo caso, il Tribunale di Tivoli ha stabilito l’affidamento esclusivo alla madre perché il padre:

  • aveva rapporti molto sporadici con la figlia;
  • non contribuiva al mantenimento;
  • mostrava scarso interesse verso la paternità;
  • aveva assunto condotte tali da compromettere il sano sviluppo psicologico della minore.

Come sottolinea l’Avv. Stefania Inglese, l’affidamento esclusivo non è una misura ordinaria, ma viene adottato solo quando l’affidamento condiviso risulta pregiudizievole per il figlio. In ogni decisione, il criterio guida resta sempre e soltanto la tutela dell’interesse del minore.

Affidamento congiunto e collocazione della minore presso il padre
Decreto in data 29/07/2019 decreto del Tribunale civile di Roma sezione famiglia n° 2372/2019

In tema di affidamento dei figli, la regola è la condivisione della responsabilità genitoriale. Tuttavia, il giudice deve anche stabilire con quale genitore il minore vivrà prevalentemente, individuando il cosiddetto genitore collocatario.

In questo caso, il padre ha chiesto al Tribunale che la figlia minore, nata fuori dal matrimonio, fosse collocata presso di lui. La minore è stata ascoltata con l’assistenza di una psicologa, come previsto dalla legge. Nonostante l’opposizione della madre, il Tribunale ha disposto la collocazione della figlia presso il padre, con trasferimento nel suo comune di residenza, ritenendo che fosse il genitore più idoneo a garantire una crescita serena e una cura adeguata.

Come evidenzia l’Avv. Stefania Inglese, la scelta del collocatario non è automatica né basata sul genere del genitore, ma dipende esclusivamente dall’interesse concreto del minore. Il giudice valuta la capacità di ciascun genitore di garantire stabilità, attenzione e benessere psicologico.

Passaporto dei figli minori e autorizzazione del Giudice tutelare
Decreto in in data 29/11/2022 Giudice Tutelare di Roma n° 19517/2022 VG

Quando entrambi i genitori hanno l’affidamento condiviso dei figli minori, per il rilascio o il rinnovo del passaporto è necessaria la firma di entrambi. Se uno dei due rifiuta senza un motivo valido, l’altro genitore può rivolgersi al Giudice tutelare per ottenere l’autorizzazione.

In questo caso, il padre si era opposto al rinnovo del passaporto delle figlie minori. La madre, però, doveva partire per un viaggio di 15 giorni in Brasile per permettere alle bambine di salutare la nonna gravemente malata. Non avendo ottenuto la firma del padre, ha presentato istanza al Giudice tutelare, che nel giro di pochi giorni ha autorizzato il rilascio dei passaporti, superando così il blocco posto dall’altro genitore. Nel frattempo, tra i due coniugi era già in corso la procedura di divorzio.

Come spiega l’Avv. Stefania Inglese, in casi come questo il giudice valuta esclusivamente l’interesse concreto dei minori, che prevale su eventuali conflitti tra i genitori. L’autorizzazione del Giudice tutelare serve proprio a garantire che i figli non subiscano conseguenze negative da un rifiuto ingiustificato.

Affidamento super esclusivo al padre in caso di sottrazione internazionale di minori
Decreto n. RG 844/2019 – Tribunale di Roma, Prima Sezione Civile in data 05/06/2019

La sottrazione internazionale di minori è una situazione particolarmente grave che si verifica quando un genitore porta i figli all’estero senza il consenso dell’altro e senza autorizzazione del giudice. In questi casi la legge italiana e le convenzioni internazionali prevedono strumenti di tutela immediata per garantire il rientro dei minori.

In questo caso, la madre aveva lasciato improvvisamente l’Italia portando con sé i figli in Romania, senza avvisare né ottenere il consenso del padre. Quest’ultimo si è rivolto al Tribunale che ha disposto l’affidamento super esclusivo in suo favore, ordinando il rientro immediato dei minori in Italia.

La sentenza è stata munita di certificato europeo, che ne ha permesso l’esecuzione diretta all’estero. La madre è stata quindi costretta a riportare i bambini in Italia. Contestualmente, è stata allertata l’Autorità centrale ministeriale competente per i casi di sottrazione internazionale e presentata denuncia penale.

Come spiega l’Avv. Stefania Inglese, il provvedimento di affidamento super esclusivo rappresenta una misura eccezionale, adottata solo quando uno dei genitori mette in atto condotte gravemente lesive dei diritti dei figli e dell’altro genitore. In queste situazioni il giudice interviene con urgenza per tutelare i minori, garantendo il loro rientro e la stabilità familiare.

Affidamento super esclusivo alla madre in caso di padre assente
Sentenza n. 336/2025 in RG 2429/2024 del 19/05/2025 Tribunale di Viterbo sezione famiglia

Sebbene l’affido condiviso sia la modalità di affido da prediligere poiché assicura il diritto alla bigenitorialità, quando non vi sono le condizioni per concederlo, poiché uno dei due genitori si dimostra

Inidoneo, il Tribunale può optare per l’affido esclusivo o super esclusivo. In questo caso il Tribunale di Viterbo ha accolto le richieste della ricorrente concedendo l’affido super esclusivo alla madre in quanto il padre:

  • Non si interessava della figlia;
  • Non esercitava il diritto di visita;
  • Non provvedeva al mantenimento.

Come sottolinea l’Avv. Stefania Inglese, quando è evidente che vi siano carenze da parte di uno dei due genitori, il Tribunale regola l’affido in funzione del superiore interesse del minore.

Provvedimento urgente per il rimpatrio di una minore rapita all’estero
Decreto n. 13355/2025 in RG 43108/2025 del 07/10/2025 Tribunale di Roma sezione famiglia

Un recente caso ha riguardato una minore italiana sottratta in Egitto dal padre durante un periodo di vacanza con la madre nel paese d’origine della famiglia. In situazioni così gravi, la legge prevede la possibilità di chiedere al giudice provvedimenti indifferibili, ossia misure urgenti che possono essere emesse prima dell’inizio della causa vera e propria.

Grazie alle novità introdotte dalla riforma Cartabia, il giudice può infatti intervenire immediatamente, anche basandosi sulle dichiarazioni e sulla documentazione presentata dall’avvocato, quando l’urgenza richiede un’azione tempestiva per la tutela del minore.

In questo caso, il ricorso è stato depositato il 28 settembre 2025, il provvedimento emesso il 2 ottobre 2025 e notificato il 7 ottobre 2025: tempi eccezionalmente rapidi, resi possibili proprio dalla procedura d’urgenza prevista per gli eventi di particolare gravità.

Come evidenzia l’Avv. Stefania Inglese, questo strumento consente di intervenire con tempestività nei casi di sottrazione o rapimento internazionale di minori, garantendo una risposta immediata e concreta alla tutela dei bambini coinvolti.

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    Principali domande e risposte per quanto riguarda il servizio di divorzio breve

    Come fare il divorzio breve?

    Per ottenere un divorzio breve occorre presentare domanda al tribunale competente dopo almeno sei mesi di separazione consensuale o dodici mesi di separazione giudiziale. È preferibile avere un accordo tra i coniugi su questioni economiche e, se presenti, sull’affidamento dei figli. Un avvocato esperto può guidare nella raccolta dei documenti, nella presentazione della domanda e nella gestione di eventuali complicazioni.

    Come funziona il divorzio veloce?

    Il divorzio veloce è una procedura che ha ridotto i tempi rispetto al divorzio tradizionale. I coniugi concordano le condizioni economiche e l’affidamento dei figli. Dopo la presentazione della domanda al tribunale, il giudice omologa l’accordo, convalidando il divorzio. L’assistenza legale garantisce correttezza, rapidità e tutela dei diritti di tutti.

    Quanto dura un divorzio breve?

    La durata del divorzio breve varia in base alla tipologia ed alle questioni trattate. La presenza di figli o questioni patrimoniali complesse può prolungare i tempi. Con un avvocato esperto, la procedura può concludersi in modo rapido, evitando ritardi dovuti a errori o documentazione incompleta.

    Quanto costa un divorzio consensuale breve?

    I costi di un divorzio consensuale breve dipendono dalla complessità della pratica e dagli accordi da definire. Comprendono principalmente gli onorari dell’avvocato e le spese di tribunale.