Passa al contenuto principale

Stalking a Roma

Lo stalking è un fenomeno che colpisce migliaia di persone ogni anno, generando paura, ansia e un senso di impotenza nella vita quotidiana. Le vittime di stalking spesso si trovano a dover affrontare comportamenti persecutori che possono essere fisici, telefonici o digitali, e che interferiscono con la libertà personale e il benessere emotivo. Capire quando un comportamento può essere considerato stalking non è sempre semplice, perché ogni situazione ha caratteristiche uniche e complesse.

Per chi subisce molestie o persecuzioni, è fondamentale sapere che esistono strumenti legali concreti per proteggersi, e che un supporto qualificato può fare la differenza nel percorso verso la tutela dei propri diritti. Uno Studio legale per stalking a Roma, come quello dell’avvocato Stefania Inglese, offre competenza e attenzione alle specifiche esigenze della vittima, accompagnandola passo dopo passo in tutte le fasi legali.

Oltre alla componente legale, affrontare lo stalking richiede un approccio empatico e sicuro, poiché la violenza psicologica può avere conseguenze durature sulla salute mentale. L’obiettivo principale è aiutare le vittime di stalking a riconoscere la situazione, proteggersi e intraprendere azioni concrete senza sentirsi sole, garantendo al contempo che le procedure siano efficaci e tempestive.

Roma, come molte grandi città, presenta un contesto sociale complesso dove la prevenzione e la tutela legale diventano strumenti essenziali. L’esperienza e la competenza dell’avvocato Stefania Inglese permettono di affrontare con sicurezza ogni caso, valorizzando l’ascolto e la comprensione delle esigenze della vittima, senza mai cadere in stereotipi o giudizi.

La protezione legale non riguarda solo la punizione del colpevole, ma anche la garanzia della sicurezza e della serenità della vittima, che può ritrovare controllo sulla propria vita quotidiana grazie a interventi mirati e personalizzati.

Tipologie di stalking

Lo stalking può manifestarsi in molte forme, e comprendere le tipologie principali è fondamentale per riconoscere tempestivamente un comportamento molesto. Le molestie possono essere fisiche, come pedinamenti o appostamenti, oppure virtuali, attraverso messaggi, email o social network. Spesso, però, si tratta di comportamenti più sottili, come telefonate insistenti, regali non richiesti o tentativi ripetuti di contatto che generano ansia e disagio.

Esistono diverse categorie di stalking, tra cui: stalking sentimentale, che nasce da relazioni passate o sentimenti non corrisposti; stalking familiare, che riguarda minacce o persecuzioni all’interno del nucleo familiare; e stalking sul luogo di lavoro, che può includere molestie da colleghi o superiori. Ogni tipologia richiede strumenti legali specifici e strategie di tutela diverse.

Un Avvocato per stalking a Roma è in grado di valutare ogni caso in base alle caratteristiche del comportamento persecutorio, determinando se vi siano gli estremi per procedere legalmente. L’identificazione corretta della tipologia è cruciale, perché consente di attivare subito misure di protezione efficaci e prevenire il peggioramento della situazione.

Comprendere le differenze tra le varie forme di stalking permette anche alle vittime e ai familiari di riconoscere segnali spesso sottovalutati, come ansia costante, isolamento sociale o modifiche nelle abitudini quotidiane. L’intervento tempestivo di uno studio legale specializzato può garantire un supporto concreto e mirato, offrendo sicurezza e protezione immediata.

Quand’è che possiamo dire di essere vittima di stalking e quando non lo è

Non tutti i comportamenti invadenti costituiscono stalking, e per questo è importante distinguere tra molestie occasionali e persecuzioni sistematiche. Si parla di stalking quando vi è una condotta reiterata nel tempo, finalizzata a intimidire, spaventare o limitare la libertà di una persona. È essenziale valutare la frequenza, la natura e le conseguenze delle azioni subite.

Alcuni segnali chiave includono: ricevere comunicazioni indesiderate continue, essere seguiti o pedinati, subire minacce verbali o scritte, e sentirsi costantemente sotto pressione o paura. Tuttavia, episodi isolati o incomprensioni occasionali, pur fastidiosi, non rientrano nella definizione legale di stalking.

Uno Studio legale per stalking a Roma può aiutare le vittime a chiarire la differenza tra episodi sporadici e persecuzioni sistematiche, fornendo indicazioni precise su come raccogliere prove e documentare i comportamenti illeciti. Questo percorso non solo rafforza la posizione legale della vittima, ma contribuisce anche a ridurre l’ansia derivante dall’incertezza sulla gravità della situazione.

La chiarezza sulla definizione di stalking permette anche ai familiari di capire quando è necessario intervenire, sostenere la persona colpita e attivare tempestivamente strumenti di protezione legale, senza agire in maniera impulsiva o rischiosa. Riconoscere tempestivamente i segnali è il primo passo per tutelarsi efficacemente e garantire la propria sicurezza.

Cosa fare se sei vittima di stalking a Roma

Il primo passo per chi subisce stalking è prendere coscienza della situazione e documentare ogni episodio, conservando messaggi, email, registrazioni o testimonianze. Questo materiale sarà fondamentale per supportare eventuali azioni legali. È consigliabile anche parlare con persone di fiducia, senza sottovalutare l’impatto emotivo del fenomeno.

Un Avvocato per stalking a Roma può guidare la vittima nella richiesta di misure cautelari, come ordini di allontanamento o divieti di avvicinamento, garantendo protezione immediata e prevenendo ulteriori molestie. In parallelo, lo studio legale offre supporto nella gestione dei contatti con le autorità e nell’organizzazione della documentazione necessaria per procedere legalmente.

È importante anche valutare interventi complementari, come supporto psicologico o strategie di sicurezza personale, che aiutano a ridurre l’impatto emotivo dello stalking. Ogni caso richiede un approccio personalizzato, basato sulle esigenze della vittima e sulle circostanze specifiche del comportamento persecutorio.

Affidarsi a un professionista permette di agire con sicurezza e consapevolezza, evitando comportamenti impulsivi che potrebbero complicare la situazione. La tutela legale, infatti, non si limita a punire il colpevole, ma mira a garantire la serenità e la sicurezza della persona vittima di molestie.

Come difendersi se sei accusato

Essere accusati di stalking richiede un approccio attento e strategico. La difesa deve partire dalla verifica accurata dei fatti e dalla raccolta di prove che possano chiarire la situazione, distinguendo comportamenti innocui da episodi che possono essere interpretati come persecuzioni.

Un Avvocato per stalking a Roma valuta ogni elemento con obiettività, preparando una strategia difensiva mirata e tutelando i diritti dell’accusato. È fondamentale agire tempestivamente, evitando contatti diretti con la presunta vittima e collaborando con le autorità in maniera trasparente.

La difesa efficace combina aspetti legali e psicologici, poiché spesso le accuse di stalking derivano da incomprensioni o interpretazioni errate dei comportamenti. L’esperienza dello Studio legale dell’avvocato Stefania Inglese consente di affrontare ogni situazione con professionalità, garantendo che la difesa sia solida, rispettosa della legge e mirata alla tutela completa dell’interessato.

Consulenza legale per lo stalking a Roma con l’avvocato Stefania Inglese

Affrontare lo stalking richiede competenza, sensibilità e conoscenza approfondita della legge. Lo Studio legale per stalking a Roma dell’avvocato Stefania Inglese offre un supporto completo a chi subisce molestie, assicurando un percorso personalizzato e sicuro.

L’intervento dello studio comprende la valutazione del caso, l’identificazione delle tipologie di stalking, l’attivazione di misure di protezione e la gestione di tutti gli aspetti legali e burocratici. Le vittime possono contare su un accompagnamento costante e discreto, con attenzione alle esigenze emotive e pratiche.

Per chi si trova nella difficile condizione di dover affrontare accuse, lo studio fornisce una difesa strutturata e mirata, proteggendo i diritti e tutelando l’integrità della persona. L’obiettivo è garantire sicurezza, chiarezza e serenità, sia per chi è vittima sia per chi necessita di assistenza nella difesa legale.

Con competenza, empatia e rigore, l’avvocato Stefania Inglese rappresenta un punto di riferimento a Roma per chi desidera affrontare il problema dello stalking con professionalità e sicurezza.

Le prove nei casi di Codice Rosso

La violenza piscologica

Femminicidi e violenza sulle donne


Condanna per maltrattamenti e licenziamento

Il codice Rosso

Atti persecutori

Attestati e Approfondimenti pratici

Qui trovi il dettaglio dei titoli professionali, da Cassazionista a Curatore del Minore, accompagnati da approfondimenti pratici che spiegano passo passo le strategie adottate in procedimenti reali. Ogni approfondimento unisce rigore giuridico e semplicità espositiva per aiutarti a comprendere al meglio il tuo percorso legale.


Affidamento esclusivo al padre e autorizzazione al trasferimento della minore all’estero
Tribunale di Ragusa, Sezione Civile – Sentenza del 22/07/2026, n. 1117/2026, RG n. 2660/2025

Quando un genitore affidatario esclusivo intende trasferirsi all’estero con il figlio minore, è necessario che tale scelta sia valutata con particolare attenzione, soprattutto quando l’altro genitore si oppone. In questi casi, il Tribunale è chiamato a verificare se il trasferimento sia compatibile con il superiore interesse del minore e se siano garantiti anche i rapporti con l’altro genitore.

In questo caso, il padre era già affidatario esclusivo della figlia in forza di una sentenza emessa dallo Stato di Capo Verde. A seguito dell’opposizione della madre al trasferimento della minore in Thailandia, il padre ha dovuto avviare un ricorso davanti al Tribunale di Ragusa per ottenere la conferma dell’affidamento esclusivo e l’autorizzazione al trasferimento all’estero.

Prima dell’udienza, tuttavia, la madre ha deciso di prestare il proprio consenso al trasferimento e le parti sono riuscite a raggiungere un accordo.

Con la sentenza del 22 luglio 2026, il Tribunale di Ragusa ha confermato l’affidamento esclusivo della minore al padre, autorizzando il trasferimento in Thailandia. Il Tribunale ha inoltre recepito l’accordo raggiunto tra i genitori, disciplinando non solo l’affidamento e il trasferimento, ma anche le modalità di esercizio del diritto di visita della madre, sia in Thailandia sia in Italia.

Come osserva l’Avv. Stefania Inglese, anche quando un procedimento nasce come giudizio contenzioso, non è esclusa la possibilità di raggiungere un accordo nel corso della causa. In questi casi, il Tribunale ha comunque il compito di verificare che le condizioni concordate siano effettivamente conformi al superiore interesse del minore.

Questo caso mostra come, nelle controversie familiari che riguardano trasferimenti all’estero, il dialogo tra i genitori possa consentire di arrivare a soluzioni più equilibrate, purché siano garantiti la stabilità del minore, la continuità delle sue relazioni familiari e il rispetto dei diritti di entrambi i genitori.

Separazione con affidamento condiviso, collocazione prevalente presso la madre e assegnazione della casa familiare
Tribunale Civile di Roma, I Sezione – Sentenza del 22/06/2026, n. 10180/2026, RG n. 51280/2024

Quando due coniugi si separano e ci sono figli minori, il Tribunale è chiamato a stabilire non solo l’affidamento, ma anche la collocazione prevalente dei figli, l’assegnazione della casa familiare e il contributo economico dovuto per il loro mantenimento.

In questo caso, il Tribunale Civile di Roma ha disposto la separazione dei coniugi, prevedendo l’affidamento condiviso dei figli a entrambi i genitori e la loro collocazione prevalente presso la madre.

Proprio in ragione della collocazione prevalente dei figli presso la madre, la casa familiare è stata assegnata alla moglie, anche se l’immobile era di proprietà del marito. L’assegnazione della casa familiare, infatti, non dipende dalla proprietà dell’immobile, ma dall’esigenza di garantire ai figli continuità, stabilità e conservazione dell’ambiente domestico in cui vivono abitualmente.

Il padre eserciterà il diritto di visita secondo le modalità stabilite e sarà tenuto al versamento di un assegno di mantenimento in favore dei figli. La moglie, infatti, aveva ripreso a lavorare dopo la nascita della terza figlia, e dunque non ha diritto al mantenimento per sé, ma il padre è tenuto ovviamente a versare un contributo economico per le esigenze dei minori.

L’assegno unico è stato attribuito al 100% alla madre, poiché i figli risiedono prevalentemente con lei e, almeno in questa fase, il padre esercita il diritto di visita senza pernotto. Le spese straordinarie relative ai figli saranno invece divise al 50% tra entrambi i genitori.

Nel corso del giudizio, il marito si era opposto alle richieste della moglie, sostenendo da un lato di volersi occupare dei figli a tempo pieno e, dall’altro, di non poter lavorare stabilmente a causa di alcuni problemi di salute. Il Tribunale ha quindi valutato complessivamente la situazione familiare, le esigenze concrete dei minori e la capacità di ciascun genitore di garantire cura, presenza e stabilità.

Come osserva l’Avv. Stefania Inglese, nelle decisioni che riguardano i figli il criterio centrale resta sempre il superiore interesse dei minori. La collocazione prevalente viene individuata presso il genitore che, nel caso concreto, appare maggiormente in grado di assicurare continuità nelle cure quotidiane, attenzione e stabilità.

Questo caso mostra come, nelle separazioni con figli, le decisioni del Tribunale non siano automatiche, ma dipendano da una valutazione concreta della vita familiare, delle esigenze dei minori e dell’equilibrio tra responsabilità genitoriali ed economiche.

Separazione con affidamento condiviso e collocazione paritaria dei figli
Tribunale Civile di Venezia, II Sezione – Sentenza del 07/05/2026, n. 359/2026, RG n. 51/2026

Quando due coniugi decidono di separarsi, la presenza di figli minori rende necessario individuare un equilibrio che tuteli prima di tutto il loro benessere e il diritto alla continuità del rapporto con entrambi i genitori.

In questo caso, il Tribunale Civile di Venezia, accogliendo il ricorso congiunto delle parti, ha disposto la separazione dei coniugi e ha previsto l’affidamento condiviso dei figli, con collocazione paritaria presso entrambi i genitori.

I figli trascorreranno una settimana con un genitore e la settimana successiva con l’altro. Proprio in ragione di questa organizzazione equilibrata dei tempi di permanenza, non è stato previsto alcun assegno di mantenimento a carico del padre: ciascun genitore provvederà direttamente alle necessità dei figli durante i periodi in cui saranno con lui o con lei.

Il Tribunale ha inoltre stabilito che l’assegno unico venga diviso al 50% tra i genitori, così come le spese straordinarie relative ai figli.

La casa coniugale è stata assegnata al marito, trattandosi di un alloggio di servizio, mentre la moglie ha provveduto a trovare un’altra abitazione. Sono stati inoltre regolati anche alcuni aspetti economici collegati al patrimonio familiare: la moglie si è fatta carico del mutuo di un secondo appartamento, di cui il marito era nudo proprietario ed il padre della moglie usufruttuario, versando al marito un conguaglio per le rate di mutuo da lui corrisposte ed intestandosi la nuda proprietà dell’appartamento per liberare il marito. Il marito, invece, si è fatto carico di alcuni finanziamenti contratti nell’interesse della famiglia.

Come osserva l’Avv. Stefania Inglese, quando le parti riescono a mantenere un dialogo costruttivo, è possibile raggiungere accordi equilibrati, capaci di tutelare la bigenitorialità e il diritto dei figli a trascorrere tempo significativo con entrambi i genitori. Allo stesso tempo, un accordo ben costruito consente di disciplinare anche gli aspetti economici in modo proporzionato, evitando soluzioni sbilanciate o penalizzanti per una delle parti.

Questo caso mostra come, nelle separazioni consensuali, il confronto tra i coniugi e un corretto inquadramento giuridico possano portare a soluzioni concrete, sostenibili e orientate all’interesse dei figli.

Sentenza per il rimpatrio, l’affidamento ed il mantenimento di figlia minore.
Sentenza n. 2589/2026 in RG 43108/2025 pubbl. il 18/02/2026 Tribunale di Roma sezione famiglia

Nel caso in esame relativo alla sottrazione di una minore italo-egiziana all’estero da parte del padre, il Tribunale, che aveva già preso provvedimenti urgenti pochi giorni dopo il deposito del ricorso, non solo ha confermato l’affido esclusivo alla madre, ma ha altresì previsto per la minore, dopo il rientro in Italia, incontri con il padre solo alla presenza della madre o di persona di sua fiducia, escludendo il pernotto, proprio per evitare che il padre possa nuovamente sottrarla.

Il Tribunale ha altresì disposto un contributo al mantenimento da parte del padre dalla data della domanda (settembre 2025) oltre al pagamento del 50% delle spese straordinarie.

Tutto il procedimento si è sviluppato da fine settembre 2025 a febbraio 2026, pertanto in soli 5 mesi l’assistita ha ottenuto una sentenza favorevole su tutti i punti di cui al ricorso.

Come evidenzia l’Avv. Stefania Inglese i procedimenti in materia di famiglia che riguardano i minori ricevono la massima attenzione dai Tribunali al fine di garantire una tutela efficace e veloce.

Divorzio giudiziale con aumento dell’assegno di mantenimento per le figlie minori a carico del padre
Sentenza n. 11929/2025 in RG 48886/2022 Tribunale di Roma prima sezione civile

Nel caso in esame la moglie chiedeva pronunciarsi il divorzio, fermo restando l’affidamento condiviso, ma chiedendo un aumento dell’assegno per le figlie a carico del padre, poichè le condizioni lavorative della moglie erano peggiorate, a differenza di quelle del marito che poteva contare oltre che su una florida attività anche su un patrimonio immobiliare.

Il Tribunale ha accolto le istanze della ricorrente, stabilendo un nuovo assegno più alto, che possa coprire le esigenze delle figlie in crescita.

Come evidenzia l’Avv. Stefania Inglese, quando si prova che le condizioni economiche delle parti sono mutate, o che le esigenze dei figli si sono modificate, Il Tribunale provvede a tutte le modifiche necessarie per garantire il benessere dei figli minori.

Maltrattamenti in famiglia e affidamento dei minori
Sentenza del Tribunale Penale di Roma, Sezione I – 30/11/2022, n. 14734/2022

In materia di diritto di famiglia e tutela dei minori, non di rado i procedimenti penali per maltrattamenti in famiglia incidono anche sulla valutazione dell’affidamento. Nel caso esaminato, l’imputato era accusato di maltrattamenti commessi in presenza della figlia minore ed era stato sottoposto a misura cautelare di divieto di avvicinamento alla persona offesa.

Durante il processo, però, l’istruttoria dibattimentale ha messo in luce come le dichiarazioni della parte civile fossero tra loro incongruenti e non supportate da elementi oggettivi. Per questo motivo, il Tribunale ha assolto l’imputato con formula piena, dichiarando che il fatto non sussiste.

Come sottolinea l’Avv. Stefania Inglese, questi casi mostrano quanto sia delicato il bilanciamento tra la necessità di tutelare i minori e l’esigenza di accertare i fatti in maniera rigorosa. L’assoluzione con formula piena ha dimostrato quindi non solo l’assoluta infondatezza delle accuse di maltrattamenti ma anche la piena idoneità del padre che ha potuto riprendere la frequentazione con la figlia.

Affidamento esclusivo con padre assente e tossicodipendente
Decreto del Tribunale civile di Roma I sezione, del 03 settembre 2020 n°20972/2019

Quando uno dei genitori è completamente assente dalla vita del figlio e non partecipa alle decisioni fondamentali, il giudice può disporre l’affidamento esclusivo all’altro genitore.

In questo caso, la madre di un minore nato fuori dal matrimonio lamentava che il padre, tossicodipendente, si disinteressava totalmente del figlio: non lo frequentava, non partecipava alle spese e non prendeva parte alle scelte importanti legate alla scuola, alla salute e perfino al rinnovo dei documenti.

Alla luce di questa situazione, il Tribunale ha ritenuto l’affidamento condiviso pregiudizievole per il minore e ha disposto l’affidamento esclusivo alla madre, così da garantire al figlio stabilità e continuità nelle decisioni quotidiane e nelle cure essenziali.

Come spiega l’Avv. Stefania Inglese, l’affidamento esclusivo non è la regola ma un rimedio necessario quando il comportamento di un genitore, come in questo caso l’assenza e la tossicodipendenza, rende impossibile un esercizio condiviso della responsabilità genitoriale.

Affidamento esclusivo alla madre in caso di padre assente
Sentenza Tribunale di Tivoli – Sezione Famiglia, n. RG 728/2020

La regola generale in materia di affidamento è quella della condivisione della responsabilità genitoriale, perché garantisce la presenza di entrambi i genitori nella vita del figlio. Tuttavia, quando uno dei due genitori assume comportamenti che possono risultare dannosi per il minore, il giudice può disporre l’affidamento esclusivo all’altro genitore.

In questo caso, il Tribunale di Tivoli ha stabilito l’affidamento esclusivo alla madre perché il padre:

  • aveva rapporti molto sporadici con la figlia;
  • non contribuiva al mantenimento;
  • mostrava scarso interesse verso la paternità;
  • aveva assunto condotte tali da compromettere il sano sviluppo psicologico della minore.

Come sottolinea l’Avv. Stefania Inglese, l’affidamento esclusivo non è una misura ordinaria, ma viene adottato solo quando l’affidamento condiviso risulta pregiudizievole per il figlio. In ogni decisione, il criterio guida resta sempre e soltanto la tutela dell’interesse del minore.

Affidamento congiunto e collocazione della minore presso il padre
Decreto in data 29/07/2019 decreto del Tribunale civile di Roma sezione famiglia n° 2372/2019

In tema di affidamento dei figli, la regola è la condivisione della responsabilità genitoriale. Tuttavia, il giudice deve anche stabilire con quale genitore il minore vivrà prevalentemente, individuando il cosiddetto genitore collocatario.

In questo caso, il padre ha chiesto al Tribunale che la figlia minore, nata fuori dal matrimonio, fosse collocata presso di lui. La minore è stata ascoltata con l’assistenza di una psicologa, come previsto dalla legge. Nonostante l’opposizione della madre, il Tribunale ha disposto la collocazione della figlia presso il padre, con trasferimento nel suo comune di residenza, ritenendo che fosse il genitore più idoneo a garantire una crescita serena e una cura adeguata.

Come evidenzia l’Avv. Stefania Inglese, la scelta del collocatario non è automatica né basata sul genere del genitore, ma dipende esclusivamente dall’interesse concreto del minore. Il giudice valuta la capacità di ciascun genitore di garantire stabilità, attenzione e benessere psicologico.

Passaporto dei figli minori e autorizzazione del Giudice tutelare
Decreto in in data 29/11/2022 Giudice Tutelare di Roma n° 19517/2022 VG

Quando entrambi i genitori hanno l’affidamento condiviso dei figli minori, per il rilascio o il rinnovo del passaporto è necessaria la firma di entrambi. Se uno dei due rifiuta senza un motivo valido, l’altro genitore può rivolgersi al Giudice tutelare per ottenere l’autorizzazione.

In questo caso, il padre si era opposto al rinnovo del passaporto delle figlie minori. La madre, però, doveva partire per un viaggio di 15 giorni in Brasile per permettere alle bambine di salutare la nonna gravemente malata. Non avendo ottenuto la firma del padre, ha presentato istanza al Giudice tutelare, che nel giro di pochi giorni ha autorizzato il rilascio dei passaporti, superando così il blocco posto dall’altro genitore. Nel frattempo, tra i due coniugi era già in corso la procedura di divorzio.

Come spiega l’Avv. Stefania Inglese, in casi come questo il giudice valuta esclusivamente l’interesse concreto dei minori, che prevale su eventuali conflitti tra i genitori. L’autorizzazione del Giudice tutelare serve proprio a garantire che i figli non subiscano conseguenze negative da un rifiuto ingiustificato.

Affidamento super esclusivo al padre in caso di sottrazione internazionale di minori
Decreto n. RG 844/2019 – Tribunale di Roma, Prima Sezione Civile in data 05/06/2019

La sottrazione internazionale di minori è una situazione particolarmente grave che si verifica quando un genitore porta i figli all’estero senza il consenso dell’altro e senza autorizzazione del giudice. In questi casi la legge italiana e le convenzioni internazionali prevedono strumenti di tutela immediata per garantire il rientro dei minori.

In questo caso, la madre aveva lasciato improvvisamente l’Italia portando con sé i figli in Romania, senza avvisare né ottenere il consenso del padre. Quest’ultimo si è rivolto al Tribunale che ha disposto l’affidamento super esclusivo in suo favore, ordinando il rientro immediato dei minori in Italia.

La sentenza è stata munita di certificato europeo, che ne ha permesso l’esecuzione diretta all’estero. La madre è stata quindi costretta a riportare i bambini in Italia. Contestualmente, è stata allertata l’Autorità centrale ministeriale competente per i casi di sottrazione internazionale e presentata denuncia penale.

Come spiega l’Avv. Stefania Inglese, il provvedimento di affidamento super esclusivo rappresenta una misura eccezionale, adottata solo quando uno dei genitori mette in atto condotte gravemente lesive dei diritti dei figli e dell’altro genitore. In queste situazioni il giudice interviene con urgenza per tutelare i minori, garantendo il loro rientro e la stabilità familiare.

Affidamento super esclusivo alla madre in caso di padre assente
Sentenza n. 336/2025 in RG 2429/2024 del 19/05/2025 Tribunale di Viterbo sezione famiglia

Sebbene l’affido condiviso sia la modalità di affido da prediligere poiché assicura il diritto alla bigenitorialità, quando non vi sono le condizioni per concederlo, poiché uno dei due genitori si dimostra

Inidoneo, il Tribunale può optare per l’affido esclusivo o super esclusivo. In questo caso il Tribunale di Viterbo ha accolto le richieste della ricorrente concedendo l’affido super esclusivo alla madre in quanto il padre:

  • Non si interessava della figlia;
  • Non esercitava il diritto di visita;
  • Non provvedeva al mantenimento.

Come sottolinea l’Avv. Stefania Inglese, quando è evidente che vi siano carenze da parte di uno dei due genitori, il Tribunale regola l’affido in funzione del superiore interesse del minore.

Provvedimento urgente per il rimpatrio di una minore rapita all’estero
Decreto n. 13355/2025 in RG 43108/2025 del 07/10/2025 Tribunale di Roma sezione famiglia

Un recente caso ha riguardato una minore italiana sottratta in Egitto dal padre durante un periodo di vacanza con la madre nel paese d’origine della famiglia. In situazioni così gravi, la legge prevede la possibilità di chiedere al giudice provvedimenti indifferibili, ossia misure urgenti che possono essere emesse prima dell’inizio della causa vera e propria.

Grazie alle novità introdotte dalla riforma Cartabia, il giudice può infatti intervenire immediatamente, anche basandosi sulle dichiarazioni e sulla documentazione presentata dall’avvocato, quando l’urgenza richiede un’azione tempestiva per la tutela del minore.

In questo caso, il ricorso è stato depositato il 28 settembre 2025, il provvedimento emesso il 2 ottobre 2025 notificato il 7 ottobre 2025: tempi eccezionalmente rapidi, resi possibili proprio dalla procedura d’urgenza prevista per gli eventi di particolare gravità.

Come evidenzia l’Avv. Stefania Inglese, questo strumento consente di intervenire con tempestività nei casi di sottrazione o rapimento internazionale di minori, garantendo una risposta immediata e concreta alla tutela dei bambini coinvolti.

    Contattami

    Compila il form qui sotto per un primo contatto riservato (Roma e online).
    Ti risponderò personalmente di norma entro 24/48 ore lavorative.

    • indica in poche righe la tua esigenza (es. separazione, affidamento, successione ecc)
    • ricordati di lasciare un recapito telefonico e quando preferisci essere richiamato/a.
    Contatti
    Privacy

    Dove Siamo

    Roma – Viale Jonio, 189

    Orario

    Dal lunedì al venerdì
    9.00 – 18.00 (solo su appuntamento)

    Principali domande e risposte per quanto riguarda il servizio di stalking

    Quando si può dire stalking?

    Si parla di stalking quando una persona compie azioni reiterate e persecutorie verso un’altra, generando paura, ansia o limitando la libertà personale. Non basta un episodio isolato: è necessario che i comportamenti siano continuativi e mirati a intimidire o molestare la vittima.

    Come capire se si tratta di stalking?

    Si riconosce valutando frequenza, natura e impatto dei comportamenti: pedinamenti, minacce, contatti insistenti, molestie fisiche o digitali. Se la condotta crea ansia costante, isolamento o paura per la propria sicurezza, è probabile che si tratti di stalking.

    Quando lo stalking non è reato?

    Quando gli episodi sono isolati, non continuativi o privi di intento persecutorio, non si configura stalking. Incomprensioni, contatti occasionali o comportamenti non minacciosi non costituiscono reato.

    Come si fa a dimostrare lo stalking?

    Attraverso prove documentali e testimonianze: messaggi, email, registrazioni, fotografie, video e dichiarazioni di testimoni. Tenere traccia di ogni episodio è fondamentale per supportare la denuncia e permettere all’avvocato di tutelare efficacemente la vittima.